Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria S. è un'azienda italiana, attiva nella lavorazione dell'acciaio. , riprendeva la denominazione dalla Società Industria Laminati Piani e Affini del 1905, che a sua volta richiamava il nome latino dell'isola d'Elba, e dalla quale era estratto il minerale di ferro che alimentava i primi altiforni costruiti in Italia a fine Ottocento. A seguito della controversa procedura d'affidamento, in cui si scontrarono diverse considerazioni relative al piano industriale, riqualificazione ambientale e offerta economica, il 1° novembre 2018 ILVA entrò ufficialmente a far parte del colosso franco-lussemburghese ArcelorMittal, con partecipazioni di Intesa Sanpaolo e inizialmente di Marcegaglia, divenendo pertanto nota come ArcelorMittal Italia. Lucia Morselli comunicò l'intenzione di chiudere gli impianti di Taranto, operazione che avrebbe dovuto concludersi entro il 15 gennaio 2020, e annullare gli accordi presi derivanti dalla vincita della gara di appalto.


Tale decisione è stata successivamente impugnata dai commissari straordinari dell'Ilva e dal governo italiano.

Niente fonti!

L'Ilva/Italsider è stata una delle maggiori aziende siderurgiche italiane del XX secolo. La sua storia è centenaria e ha avuto inizio ai primi del Novecento, quando è nata per iniziativa di industriali del settentrione d'Italia come ILVA . Con la nascita dell'IRI la società è passata poi sotto il controllo pubblico stabilimenti a Genova-Cornigliano, Taranto e quello di Napoli-Bagnoli. Nella notte tra il 10 e l'11 marzo avviene il Bombardamento di Napoli del 1918 del dirigibile tedesco Zeppelin LZ 104 che partito dalla Bulgaria lancia bombe e colpisce anche l'ILVA di Bagnoli.

Negli anni sessanta la società è diventata uno dei maggiori gruppi dell'industria di stato. A fine anni ottanta, nel periodi di crisi del mercato dell'acciaio, ebbe diverse traversie economico-finanziarie, giunse nel 1983 alla liquidazione volontaria, cambiando il nome in "Nuova Italsider". Fu ristrutturata nel 1989 rinascendo con il nome di ILVA, che assorbiva anche la Finanziaria dell'IRI, la Finsider. Infine fu rilevata, nel 1995, con l'originario nome di ILVA, dal gruppo siderurgico Riva.

La Nuova Italsider, ceduta da Finsider, rinacque con la costituzione del consorzio COGEA come Nuova Italsider Acciaierie di Cornigliano.

Dalla fondazione alla prima guerra mondiale

L'atto di costituzione dell'ILVA, avvenuto nel capoluogo ligure, risale al 1 febbraio 1905 dalla fusione delle attività siderurgiche dei gruppi Elba , Terni e della famiglia romana Bondi, che aveva realizzato un altoforno a Piombino. L'Ilva era stata costituita, con il sostegno governativo, per realizzare il polo siderurgico di Bagnoli, nell'ambito dei progetti di sviluppo industriale del Mezzogiorno, elaborati dal meridionalista Francesco Saverio Nitti, allora semplice deputato. Lo stabilimento avrebbe goduto di agevolazioni per comprare il minerale ferroso a prezzo basso e, nel contempo, lo stato erigeva forti barriere doganali contro la concorrenza delle più efficienti imprese straniere . Nel 1911 la società entrò a far parte del "Consorzio siderurgico" o "Consorzio Ilva" , che comprendeva anche gli Altiforni di Piombino della famiglia Bondi, nonché la società Elba, la Siderurgica di Savona, la Ligure metallurgica e le Ferriere Italiane , queste ricollegabili alla Terni.

L'ingresso IRI e gli anni dell'Italsider

I Coils, prodotto di punta dello Stabilimento. Nel 1921 scoppiò una nuova crisi siderurgica, causata da una ripresa delle esportazioni americane. Le acciaierie italiane erano indebitate per costruire impianti sovradimensionati, perciò soccombettero. Il valore di listino dell'Ilva crollò .

Con l'immediato secondo dopoguerra, e grazie soprattutto alla conseguente espansione della domanda di acciaio per l'industria automobilistica e dell'elettrodomestico, l'Ilva aveva avuto agio di rafforzare - passando nel frattempo sotto il controllo pubblico attraverso la finanziaria Finsider - la propria predominanza sul mercato. Punto di forza del nuovo fausto periodo era lo stabilimento "Oscar Sinigaglia" di Cornigliano, in Val Polcevera. Questo nuovo stabilimento permise a Genova di diventare un polo di attrazione per i lavoratori di tutta Italia, in particolar modo dal Sud. Per l'edificazione dello stabilimento Oscar Sinigaglia e del vicino aeroporto di Sestri Ponente si dovette abbattere il 14 aprile 1951 lo storico Castello Raggio.

Terminata la costruzione, Berta Autotrasporti diventerà partner principale delle Acciaierie di Cornigliano fino al primo decennio degli Anni 2000, assistendo anche al cambio di denominazione in Italsider prima e in Ilva successivamente, trasportando ogni loro prodotto in qualsiasi parte del Nord Italia, grazie a contratti in esclusiva. Berta Autotrasporti si è rivelata fondamentale per la realizzazione della Società, anche potendo vantare un parco automezzi in grado di movimentare coils, lamiere, cilindri, lingottiere, siviere e qualsiasi prodotto dello stabilimento in genere, sia per tipologia che per volumi di merci trasportate. Nel 1961 le Acciaierie di Cornigliano si fusero con l'ILVA - Alti Forni e Acciaierie d'Italia e la nuova impresa assunse la denominazione sociale di Italsider - Alti Forni e Acciaierie Riunite ILVA e Cornigliano . Nel 1965 fu inaugurato il nuovo polo siderurgico di Taranto .

Perciò nei successivi decenni l'attività dell'Italsider si articolerà soprattutto sui quattro "poli siderurgici" di Cornigliano, Piombino, Bagnoli e Taranto, cui si aggiungevano gli stabilimenti minori. Un quinto polo siderurgico era stato progettato negli anni settanta a Gioia Tauro, ma non verrà mai realizzato, perché nel frattempo il settore era entrato in crisi . Negli anni sessanta l'Italsider promosse la propria immagine attraverso grandi artisti. Grandi artisti come Alexander Calder, Pietro Consagra, Henry Moore, Arnaldo Pomodoro, David Smith realizzarono nei diversi stabilimenti Italsider, e con l'aiuto delle maestranze, le opere di grandi dimensioni esposte a Spoleto .

Una sanzione dell'importanza simbolica della grande impresa siderurgica venne anche dalla scelta di papa Paolo VI di celebrare la messa di Natale del 1968 nello stabilimento Italsider di Taranto. Nel marzo del 1980, durante una crisi del mercato dell'acciaio, ci fu una importante visita nello stabilimento Italsider di Taranto del Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, che volle pranzare con gli operai nella loro mensa. Negli anni settanta all'Italsider di Cornigliano si radicarono in modo particolarmente profondo le Brigate Rosse, tanto che al loro interno si costituì una "Brigata Italsider" .

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